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Annaffiatura

Metodi di ottenimento > Coltivazione
Notizie generali

L’acqua copre i 2/3 della superficie del nostro pianeta: nulla può sopravvivere senza. Ecco perché l’annaffiatura è una delle tecniche di coltivazione più importanti nel bonsai. Va considerato, inoltre, che la maggior parte delle malattie e dei problemi che affliggono i bonsai sono direttamente o indirettamente causati da un’errata applicazione di questa tecnica. Una buona annaffiatura dipende anche dal terriccio del proprio albero, che deve garantire sia un trattenimento ottimale dell’umidità, assorbendo velocemente l’acqua, sia un buon drenaggio che permetta di eliminarne in breve tempo l’eccesso: se queste due condizioni si verificano, difficilmente si potranno avere problemi. La frequenza con cui occorre annaffiare dipende principalmente dalla stagione e dai cicli di sviluppo della pianta: in inverno potrà trascorrere anche una settimana tra un’annaffiatura e l’altra, mentre in estate potrà capitare di bagnare la stessa pianta anche due volte al giorno. Anche se ha piovuto, è necessario verificare che il proprio bonsai non abbia ancora bisogno d’acqua, poiché potrebbe accadere che quella assorbita sino a quel momento non sia sufficiente al suo fabbisogno. Generalmente i bonsai vanno annaffiati maggiormente quando sono in piena crescita, quindi in primavera, e quando presentano fiori e frutti. È bene ricordare, inoltre, che i sempreverdi, in inverno necessitano di più acqua, rispetto a quelli a foglia caduca, poiché la loro attività è meno latente di quest’ultimi.

Quando annaffiare
Il metodo migliore per sapere se una pianta necessita o meno d’acqua è quello di tastare con le dita della mano la superficie del terriccio: se risulta leggermente asciutto va annaffiato, altrimenti bisogna aspettare. Certo, con l’esperienza non sarà più necessario tastare il terreno per sapere se una pianta va bagnata oppure no: basterà un’occhiata. Questa è praticamente la regola fondamentale dell’annaffio, valida per qualsiasi tipo di bonsai, in qualunque momento dell’anno. Durante i periodi più caldi è meglio annaffiare in mattinata o a tarda sera, quando la temperatura dell’acqua è più simile a quella del terreno. In inverno, i bonsai da esterno andranno annaffiati durante le ore più calde della giornata in modo che abbiano il tempo di assorbire l’acqua prima del sopraggiungere della notte, quando il rischio di gelate è più alto.

Eccesso e mancanza
Se la siccità può danneggiare un albero, l’eccesso d’acqua può essere altrettanto nocivo; le radici, infatti, vanno incontro ad asfissia, nel caso in cui il terriccio resti inzuppato troppo a lungo, per mancanza d’ossigeno. Quando ciò si verifica, le foglie continuano ad evaporare acqua, ma le radici danneggiate non possono fornirne altra: l’albero muore per disidratazione, anche se il terreno risulta ancora inzuppato. Allo stesso modo, se nel terreno manca umidità per un periodo più o meno lungo, le punte delle radici non riescono più a pompare acqua alle foglie, poiché si seccano e pertanto la pianta muore, anche in questo caso, per disidratazione. In alcune specie, sempre in funzione del tempo in cui si protrae la siccità, questa situazione è reversibile. Ma come è necessario procedere per porvi rimedio? È bene intervenire, vaporizzando le foglie con acqua,  in modo da ridurne l’evaporazione, mentre l’annaffio va effettuato gradualmente, assicurandosi che il terreno, nel caso si fosse separato dalle pareti del vaso, torni nella posizione originale. Da questo momento, ogni annaffiatura andrà fornita all'albero verificando attentamente le effettive necessità. Purtroppo nella maggior parte delle conifere una siccità prolungata è fatale: in queste specie l’acqua assorbita dalle radici ascende lentamente da cellula a cellula fino agli aghi; quando ci si accorgerà che un buon numero di aghi è seccato il problema sarà così avanzato da non rendere più possibile alcun tipo d'intervento. Molto spesso, circostanze legate al clima possono disidratare l’albero: ad esempio una giornata estiva di vento secco o molto calda. È bene sapere che la temperatura ottimale per l’assorbimento dell’acqua si aggira intorno ai 20°, raggiungendo al massimo i 35°: se si oltrepassa questo valore, l’albero non è più in grado di assorbire l’acqua. Il vento secco e caldo, invece, causa una maggiore perdita di umidità da parte delle foglie che però non può essere rifornita dalle radici; in natura questa situazione non si verifica poiché vi è un costante apporto di umidità notturna dovuta alla rugiada. Annaffiare a fondo in queste condizioni può solo peggiorare la situazione. La soluzione migliore consiste nel collocare l’albero in un luogo ombreggiato, umido e ben riparato dal vento. In questo modo si eviterà l’evaporazione dell’acqua e si ridurrà la temperatura all’interno del vaso. Un ultimo accorgimento: durante i lunghi periodi piovosi è bene inclinare il vaso, magari posizionando sotto lo stesso una tavoletta di legno, in modo che facilitando il drenaggio, l’acqua non ristagni. Con un albero disidratato è consigliabile non trapiantare, non defogliare, non concimare, non vaporizzare, ma collocarlo in un luogo riparato dal sole e dal vento, annaffiandolo gradualmente.

Come annaffiare
In generale i bonsai vanno annaffiati abbondantemente. Se si utilizza il sistema di annaffio dall’alto, quindi con l’ausilio dell’annaffiatoio o della canna, è bene irrorare gli alberi più volte, ripetendo il passaggio, fino a quando l’acqua non fuoriesca dai fori di drenaggio. Mentre si provvede a somministrare acqua, si deve aver cura di bagnare anche foglie, rami e tronco. Se si applica, invece, il sistema per immersione, si lascia l’albero nel recipiente d’acqua per circa 3/4 minuti.
Che tipo di acqua utilizzare Un’acqua troppo dura può modificare il grado di acidità del terreno e produrre depositi calcarei. È consigliabile pertanto evitare di usare un’acqua simile, ma nel caso non si possa fare a meno di utilizzarla è bene ricorrere all'uso di un decalcificante, oppure far depositare l’acqua per almeno ventiquattr’ore prima del suo impiego. È preferibile, inoltre, annaffiare con acqua a temperatura ambiente per evitare shock termici all’apparato radicale.
Eccezioni alle regole Alcune specie, come Salici, Glicini e Taxodium, richiedono molta acqua durante il periodo estivo: è bene pertanto posizionarle al di sopra di un vassoio contenente dell’acqua. I bonsai shohin in estate, a causa dei loro piccoli vasi, si asciugano velocemente: è consigliabile collocarli su un vassoio contenente ghiaia e acqua, in modo che i contenitori rimangano a contatto con la ghiaia stessa. Se il bonsai è fiorito, durante l’innaffio si eviti di bagnare direttamente i fiori, poiché se ne provocherebbe una rapida caduta.

Strumenti
Diversi sono gli strumenti per annaffiare. L’annaffiatoio, munito all’estremità di un soffione o rosetta a fori sottili, in modo che l'acqua cadendo a pioggia bagni il terreno senza compattarlo o spazzarlo via, è lo strumento migliore da utilizzare in caso si possieda una collezione composta da cinque-dieci esemplari. Gli annaffiatoi più comunemente utilizzati sono in rame o in plastica. La canna invece, munita anch’essa all’estremità di soffione, è lo strumento ottimale per l’annaffio nel caso di un’ampia collezione. Il recipiente colmo d’acqua è un altro metodo d’annaffio per i bonsai, che consiste nel collocarli all’interno di quest’ultimo in modo che l’acqua oltrepassi leggermente il bordo del vaso. Questo sistema, chiamato "per immersione", è comunque il meno indicato tra quelli esposti, poiché è preferibile che l’acqua venga assorbita dall’albero poco a poco; inoltre, utilizzando l’annaffiatura a pioggia, si crea un movimento d’aria nell’apparato radicale, che apporta ossigeno alle radici. Il nebulizzatore, che non va considerato uno strumento base per l’annaffiatura, ma complementare a quelli sopra descritti, serve per rinfrescare e ripulire dalla polvere l’apparato fogliare. Durante l’inverno, a causa dell’ambiente secco presente nelle abitazioni, la nebulizzazione è una pratica indispensabile per i bonsai da interno sui quali è consigliabile effettuarla giornalmente.

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