Passione Bonsai Ivrea

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Concimazione

Metodi di ottenimento > Coltivazione
Notizie generali

La fotosintesi è un procedimento tramite il quale le piante trasformano le sostanze assorbite dal terreno in nutrimenti e zuccheri, grazie all’apporto di energia, ossigeno e carbonio respirati dalle foglie. Ossigeno, carbonio, idrogeno gli vengono forniti principalmente dall’aria e dall’acqua, ma gli alberi così come gli esseri umani hanno bisogno di altri elementi e sostanze per poter crescere. Tra queste troviamo: l’azoto, il fosforo, il potassio, il calcio, lo zolfo, il ferro, il rame, lo zinco, il manganese, il magnesio, il cobalto e il boro. La maggior parte di esse sono sufficienti in quantità minime ed è quasi sempre il terreno a fornirle, tuttavia, proprio le più necessarie sono presenti in quest'ultimo in misura ridotta.  Ma com’è possibile ovviare a questo inconveniente? La risposta è semplice: concimando! Gli elementi apportati al terreno grazie al concime possono essere assimilati dalla pianta soltanto sotto forma di sali solubili, perciò insieme all’acqua di irrigazione nella quale vengono disciolti. La concimazione è quindi in stretta relazione con l’irrigazione e condizionata dalla sua misura. Il grado del Ph del terreno condiziona a sua volta i nutrimenti presenti in esso in dose maggiore, favorendo o impedendo la trasformazione chimica che li rende assimilabili. Per favorire la realizzazione dei processi di trasformazione e nutrimento, il terreno deve essere moderatamente acido, neutro o leggermente alcalino, secondo l’esigenza di ciascuna specie. Il Ph adatto alla maggior parte delle specie varia dal 4,5 al 6,8 cioè moderatamente acido, anche se le Azalee preferiscono un Ph dal 4,5 al 5,5 ed i Pini dal 5,7 al 6,8. Pertanto concime, acqua e Ph sono molto più correlati di quanto possa sembrare: - una concimazione eccessiva può rendere acida la terra di un bonsai; - un’annaffiatura troppo abbondante dilava i nutrimenti del terreno; - apportare troppi nutrimenti dà impulso ad una crescita molto rapida; - un terreno inzuppato o molto compatto rende inutile l’apporto di concime.

Quando concimare

La frequenza e l'epoca dell'applicazione sono importanti quanto la qualità del concime, la pianta deve infatti disporre della giusta dose di prodotto nel momento ottimale. Le epoche di somministrazione variano a seconda del tipo di pianta, ma in generale si possono seguire questi periodi:
                                   I            II             III
CONIFERE               Maggio    Luglio     Ottobre
LATIFOGLIE          Marzo    Luglio    Settembre

In questo modo si interviene in primavera al risveglio vegetativo, nel periodo della potatura delle foglie o della formazione dei fiori e prima del riposo invernale.

Come concimare

Il sistema più comune per concimare con un prodotto organico solido è quello di collocare i granuli o le pastiglie direttamente sul substrato, utilizzando 6-8 pastiglie per contenitori di 15 cm di diametro, aumentando o diminuendo le dosi a secondo delle dimensioni del vaso.  Essendo concimi a lenta cessione, rilasciano le sostanze nutritive lentamente e per questo motivo l’azione fertilizzante si protrae per 3-5 settimane.  Dopo tale periodo, anche se rimane del prodotto residuo va asportato, poiché comunque ha terminato il suo effetto, e andrà sostituito con nuove pastiglie che dovranno essere collocate in posizioni diverse rispetto alle precedenti. Il concime liquido organico, invece, generalmente va somministrato ogni 10-15 giorni durante i periodi vegetativi; lo si distribuisce sul  terreno leggermente umido e nelle ore più fresche della giornata. Gli ovuli, invece, si possono porre nel terreno in qualsiasi momento. Le concimazioni vanno adeguate alle effettive esigenze del proprio bonsai. Il primo fattore da considerare è l'età del bonsai; se la pianta è giovane, necessita di concimazioni più frequenti e più ricche di azoto, in modo da consentirle uno sviluppo ottimale. Diversamente, se la pianta è matura e completamente formata, si dovrà fornirle solo ciò che necessita per il normale ricambio vegetativo, quindi concimazioni rade e scarse di azoto. Per facilitare la fioritura è necessario limitare l'apporto di azoto allo stretto indispensabile ed aumentare il quantitativo di fosforo. Altro importante fattore da considerare è il tempo trascorso dall'ultimo rinvaso. Se l’albero si trova nello stesso vaso già da due o tre anni è bene aumentare il numero delle concimazioni, soprattutto se si tratta di un  bonsai maturo. Altri principi da tenere in considerazione nella concimazione sono: - la fertilizzazione va effettuata nei periodi di maggior sviluppo della pianta (primavera-estate), evitando tuttavia i mesi più caldi di luglio e agosto; - durante l’inverno i bonsai da esterno non devono essere concimati, mentre quelli da interno vanno fertilizzati moderatamente; - è meglio una fertilizzazione frequente, ma poco abbondante, piuttosto che sporadica e consistente; - gli alberi a crescita rapida richiedono maggiori quantitativi di concime rispetto a quelli a crescita lenta; non si concima mai né prima né durante la fioritura, altrimenti si rischia di comprometterla; - dopo il rinvaso e la potatura delle radici la pianta deve rigenerare il suo apparato radicale, per cui si inizierà a concimare l’albero una volta trascorse 4-6 settimane; - non si concima mai un albero ammalato; - poiché le conifere hanno una crescita lenta non necessitano di troppo concime; - prima della defogliazione o di una potatura drastica bisogna concimare
abbondantemente; - è bene tener presente che la concimazione autunnale è fondamentale per l’indurimento del legno e per preparare l’albero alla germogliazione primaverile.

Concimi

Per quanto riguarda la scelta del concime, i coltivatori di bonsai rientrano in due categorie: chi preferisce i concimi organici e chi opta per quelli minerali, ovvero inorganici. I concimi organici forniscono generalmente dosi minori di macronutrimenti, ma la maggior parte dei micronutrimenti; tuttavia, le proporzioni possono essere differenti da un’applicazione all’altra. I concimi inorganici sono meticolosamente composti e pertanto uniformi nelle applicazioni;  generalmente non contengono molti microelementi. Esistono concimi organici di vari tipi: sterco, alghe, guano, farina di pesce, osso, sangue, sansa, humus vegetale ecc. I più usati per i bonsai sono disponibili sul mercato sotto forma di pastiglie o granuli, costituiti da una mescola di diverse farine e oli. Considerato che il quantitativo di fertilizzante liberato in un determinato momento dipende dalla quantità d’acqua fornita con l’irrigazione, i concimi organici di solito sono a lenta cessione; ciò significa che si sciolgono poco a poco a beneficio dell’albero, che avrà una crescita più uniforme, ma in questo caso diventa difficile dire la misura esatta di sostanze nutritive sprigionate in un certo momento. Particolarmente ricercate per l’alto nutrimento di azoto sono le farine di sangue e ossa; per il contenuto di fosforo le farine d’osso e pesce;  per il contenuto di sostanze nutritive in generale i semi di colza, soia e cotone. Hanagokoro e aburukasu sono concimi solidi organici, di provenienza giapponese, il primo adatto ai bonsai da esterno, il secondo a quelli da interno, caratterizzati da particolari enzimi attivatori della fauna batterica. Sono costituiti da componenti organici di origine animale e vegetale che rendono ancora più completo ed equilibrato questo tipo di concime. Infatti, oltre alle componenti minerali, comuni a molti altri concimi, vi sono in questi composti oligoelementi, sostanze umiche, fibra e colloidi organici; tutti elementi fondamentali per migliorare le caratteristiche fisiche e nutrizionali del terreno, che consentono alla pianta di aver a disposizione ciò che le necessita. Esistono concimi organici anche in forma liquida. Ad esempio quello della linea Bonsan è caratterizzato da una formula ricca di oligoelementi e aminoacidi, che danno a questo prodotto un altissimo potenziale rigenerante.  È noto infatti che gli aminoacidi sono in grado di favorire l’attività enzimatica, di rinvigorire la vegetazione, di migliorare l’attività microbica e di aumentare le capacità di umificazione del terreno. La componente organica ha il compito di favorire l’assorbimento dei sali minerali e di migliorare la struttura del terreno, apportando elementi indispensabili al binomio pianta-terreno. I sali minerali completano la composizione di questo prodotto, che è caratterizzato da un alto valore nutrizionale.
I concimi inorganici vanno generalmente diluiti in acqua. Considerato che la preparazione di questi prodotti tiene conto delle quantità di sostanze nutritive e del lasso di tempo tra un’applicazione e l’altra, con essi è più semplice fornire all’albero la dose ottimale e al momento giusto, rispetto ai concimi organici. Questo però può avvenire conoscendo con esattezza le reali esigenze della pianta, quindi solo con un attento esame di laboratorio del terreno in cui vive il bonsai. Inoltre, utilizzando questi prodotti è più facile che i nutrimenti vengano dilavati da un lungo periodo di pioggia, o da un’eccessiva irrigazione; un errato dosaggio può addirittura provocare la moria di un albero o danneggiarlo irrimediabilmente, pertanto se ne consiglia l’uso solo in casi di gravi carenze nutrizionali.

Componenti

Come già accennato, la maggior parte delle sostanze nutritive sono presenti nel terreno, tuttavia vi sono tre elementi che, essendo richiesti dalla pianta in quantità notevole, tendono ad esaurirsi rapidamente: azoto, fosforo e potassio. Lo scopo primario della concimazione è quello di apportare questi elementi nelle giuste proporzioni nel momento adeguato e con le modalità esatte, al fine di garantire il miglior sviluppo del bonsai. Di solito i concimi commerciali riportano sulla confezione tre dati indicanti le percentuali di azoto, fosforo e potassio che contengono. I tre dati appaiono sempre nello stesso ordine riferendosi, il primo all’azoto (N), il secondo al fosforo (P) e il terzo al potassio (K). Il rapporto in cui si trovano tra di loro questi elementi è espresso nella formula N-P-K; ad esempio: N=16% P=8% K=8% : NPK = 2-1-1: in questo caso il concime sarà in prevalenza azotato.

L'AZOTO
è il più importante ed è anche quello che tende ad esaurirsi più facilmente. Viene utilizzato dalle piante per produrre le proteine che ne formano le pareti cellulari. L’azoto si impiega per l’allungamento dei fusti e la produzione di foglie. Un eccesso di azoto può provocare la crescita di alberi alti, ma deboli, senza consistenza o resistenza alle malattie. Troppo azoto può addirittura uccidere un albero. Nelle formulazioni comunemente in commercio si trova sotto forma nitrica, ammoniacale, organica. Le prime due formulazioni sono a rapido effetto ma, proprio per questa ragione, è più facile esagerarne la dose, intossicando la pianta. L'azoto distribuito sotto forma organica ha un effetto molto più lento e duraturo nel tempo e, inoltre, ha la possibilità di resistere alle annaffiature. La mancanza di azoto disponibile per la pianta si manifesta con foglie gialle (clorosi), crescita rallentata, distanza fra le gemme sul ramo (internodo) accorciata. L'eccesso è caratterizzato da un forte arrossamento degli apici, zone secche sulle punte delle foglie ed eccessivo gonfiore delle gemme. L'azoto facilita l'assorbimento del fosforo, ma può reprimere quello del potassio, inoltre a partire dalla stagione più calda (inizi di luglio) il suo assorbimento è minimo.

IL FOSFORO
è presente nella terra sotto forma di fosfati solubili in acqua e viene utilizzato per favorire la produzione di fiori e frutti. Un eccesso di fosforo può annullare altri elementi che, se combinati con quest’ultimo, possono diventare insolubili.

IL POTASSIO
ha la capacità di ritardare la crescita rapida causata dall’azoto,
indurisce il legno, favorisce la produzione di radici e sembra possa aiutare l’albero a superare attacchi di insetti e malattie. Ha la capacità di trattenere più a lungo l'umidità nei tessuti in caso di necessità; riesce tra l’altro a regolare la colorazione delle foglie per un miglior sfruttamento dell'energia luminosa.

ALTRI IMPORTANTI COMPONENTI
Oltre agli elementi base azoto, fosforo e potassio, vi sono altre sostanze, dette microelementi, che ne facilitano l'azione o ne completano gli effetti. Non va, inoltre, assolutamente trascurata l'importanza della sostanza organica.

SOSTANZA ORGANICA
L'apporto di sostanza organica migliora notevolmente la struttura del terreno rendendolo più costante nei confronti della permeabilità all'acqua e della quantità d'aria in esso contenuto. Garantisce tra l’altro una buona attività microbica, indispensabile per la trasformazione di tutte le sostanze presenti nel terreno in prodotti utili alle piante. Si somministra mediante particolari concimi: oli di colza, pula di riso o farina di soia o di pesce.

MICROELEMENTI
I più importanti e degni di nota sono il magnesio (Mg), il ferro (Fe) e il calcio (Ca).

IL MAGNESIO
è un importante componente della clorofilla e facilita l'assorbimento del fosforo; la sua carenza provoca un arresto nella crescita della pianta.
IL FERRO
deve essere sempre disponibile in forma facilmente assorbibile per evitare l’apparire della comune clorosi ferrica che si manifesta con un forte ed improvviso ingiallimento della pianta.
IL CALCIO
serve per lo sviluppo dei tessuti, il trasporto delle sostanze nutritive all'interno della pianta e la mobilitazione delle sostanze di riserva. È generalmente presente nell'acqua di annaffiatura e nel terreno in quantità sufficiente.

Accorgimenti
Sui bonsai da esterno è meglio utilizzare il copriconcime in modo che gli uccelli non lo tocchino.
Per i bonsai su roccia esiste un apposito portaconcime, che può essere inserito direttamente nel terreno.


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