Passione Bonsai Ivrea

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fagus

I nostri bonsai
Appartenente alla famiglia delle Fagaceae, è diffuso nei tre continenti dell’emisfero nord e appare come Nothofagus nell’emisfero sud in forma diversa. È un albero robusto a chioma arrotondata, quando esemplare singolo, delicato e slanciato nei boschi, dove può raggiungere i 30-40 metri di altezza. Presenta foglie ovali, con dimensioni dai 4 ai 9 cm,  di colore verde chiaro che tendono a scurirsi con la maturazione. In inverno la foglia si secca, ma rimane attaccata ai rami fino alla primavera, quando spunta la nuova vegetazione. Generalmente il tronco presenta una corteccia liscia, mentre il colore, che varia a seconda della specie, può essere cenere, marrone o bianco. È una pianta monoica, con fiori unisessuati. Il frutto è caratterizzato da due lucide noci, allungate e di forma triangolare. Fioriscono solo gli alberi di età media in aprile/maggio, maturando i frutti alla fine dell’estate. È una specie tipicamente montana che predilige il clima fresco e umido.
IL FAGGIO COME BONSAI
In Italia i faggeti sono presenti sulle Alpi orientali, Giulie, e sull’altipiano di Tarnova, dove assumono una straordinaria forma e un aspetto molto suggestivo in autunno. Nel bonsai le specie più utilizzate sono l'autoctona Fagus sylvatica e la giapponese Fagus crenata.  Il Fagus si adatta perfettamente a questo tipo di coltivazione e poiché ha la caratteristica di produrre radici anche su lastra in poco terreno, è  indicato per lo stile a bosco.
METODI DI OTTENIMENTO
Da seme, margotta, vivaio e raccolta in natura.
ESPOSIZIONE
È una specie che va collocata all’esterno, ma non sopporta eccessi di caldo, secchezza e ombra. È particolarmente sensibile ai geli primaverili tardivi e alle forti insolazioni.
ANNAFFIATURA
Ogni qualvolta il terreno risulta asciutto al tatto. A partire da fine luglio/inizio agosto, quando tutte le nuove gemme sono formate, va nebulizzato giornalmente.
RINVASO
L’epoca migliore è all’inizio della primavera, prima dell’apertura delle nuove gemme. Per le  piante giovani si effettua ogni 1 o 2 anni, per bonsai già formati ogni 2 o 3 anni. Il composto ideale per piante in formazione è: 1/3 di akadama, 1/3 di pozzolana, 1/3 di sabbia di fiume; per le piante già formate: 2/3 di akadama, 1/3 di sabbia di fiume. Nella formazione dei boschi è possibile
utilizzare anche solo akadama.
POTATURA
La potatura dei rami piccoli, per mantenere o migliorare la silhouette del bonsai, si può effettuare in autunno o in primavera, prima del risveglio vegetativo. Occorre mantenere una struttura dei rami primari, ben distribuita.  Poiché tende a formare nuove gemme vicino al callo dei tagli, vegetando senza problemi anche su tagli di legno vecchio, si possono praticare potature drastiche.
PINZATURA
Va effettuata un’unica volta durante l’anno, in primavera, quando sono ben evidenti 6 foglioline per germoglio, pinzando con la punta delle dita, in modo da lasciarne solo 2/3 nella parte alta e 4/5 in quella bassa. Alla fine dell’estate, quando tutte le gemme saranno formate, si fa una selezione, eliminando tutte quelle che produrrebbero nuovi rami non necessari alla forma.
AVVOLGIMENTO
Per questa specie non è consigliato: si modella principalmente con le potature.
CONCIMAZIONE
È una specie che necessita di poco concime in caso di bonsai già stabilizzati. Se al contrario si mira ad una crescita rapida, occorre concimare 2 o 3 volte in primavera, ed 1 o 2 volte in autunno. Il concime più indicato è quello organico solido.
MALATTIE
È soggetto soprattutto a oidio e afidi.
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