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Il bonsai in giappone

Storia e filosofia del bonsai - Notizie generali
Molto probabilmente il bonsai giunse in Giappone, attraverso la Cina, nel 1195 d.C., e ciò è testimoniato dal ritrovamento, di riferimenti in proposito, in una pergamena dell’epoca. Sicuramente, un posto di rilievo nella diffusione del bonsai è stato ricoperto dai monaci buddisti, come conseguenza della loro filosofia di amore e rispetto per la natura. Yoshiroda, maestro bonsaista, autore di numerose pubblicazioni sull’argomento, afferma che una pergamena, dipinta nel 1309 d.C. durante il periodo Kamakura (1180-1333), sia il primo documento affidabile ritrovato sul bonsai. Yoshiroda fa riferimento anche allo scritto Tsurezure-gura di Kenko Yoshida in cui dice: "Apprezzare e trovare piacere in quegli alberi curiosamente piegati nei loro contenitori, significa amare la deformità". È questo uno dei documenti che hanno portato gli studiosi a ritenere che il bonsai fosse una pratica già diffusa nel periodo Kamakura nelle classi giapponesi più abbienti. Da ciò si deduce che se nel XIV secolo il bonsai era un’arte piuttosto conosciuta, probabilmente si era diffusa già molti anni prima di quell’epoca. Piuttosto famoso è anche il testo realizzato per il teatro Noh intitolato Hachi-No-Ki, scritto da Seami (1363-1443). Si tratta di una storia ambientata nel XIII secolo i cui protagonisti sono un povero Samurai, Sano Genzaemon Tsuneyo, e uno Shogun, Hojo Tokiyori, realmente esistito, morto nel 1263. "La leggenda racconta che un Samurai poverissimo, in una rigida notte d’inverno ricevette la visita di una Shogun molto ricco e potente, che per paura di essere attaccato dai suoi nemici, viaggiava in incognito. Il Samurai viveva in assoluta miseria, tanto che non possedeva nemmeno una tavoletta di legno per poter accendere un fuoco e riscaldare così il suo ospite. Pensò allora di sacrificare i suoi bellissimi bonsai: un Albicocco, un Ciliegio e un Pino. Lo Shogun, una volta ritornato nella sua reggia, ripagò il generoso gesto del Samurai con alcune delle proprie ricchezze." In breve tempo il bonsai ricoprì un ruolo importante nella vita della classe agiata, tanto che nelle occasioni speciali veniva collocato all’interno delle abitazioni, al di sopra di una mensola creata appositamente, e questo costituiva una novità visto che precedentemente il bonsai era contemplato soltanto all’esterno. Nel XVIII secolo l’arte bonsai era sotto la sovrintendenza di Ibei Ito i cui vivai sono raffigurati in un dipinto di quell’epoca. I bonsai presenti in quest’opera appartengono a varietà coltivate nei diversi stili; i vasi utilizzati appaiono più profondi rispetto a quelli che si adoperano oggi. Con il passare del tempo, si iniziò a lavorare le piante nei diversi stili, cercando comunque di assecondare il portamento naturale del relativo albero.
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