Passione Bonsai Ivrea

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Innesto

Metodi di ottenimento
Notizie generali
L'innesto è una tecnica molto diffusa, che in campo bonsaistico si usa non solo per la riproduzione di varietà particolari, ma anche e soprattutto per aumentare il numero dei rami e migliorare la struttura e la ramificazione delle piante. Sicuramente un albero formato senza l'ausilio dell'innesto è da considerarsi di qualità superiore, ma se questa operazione fosse assolutamente necessaria è bene conoscere a fondo le tecniche in modo da poter decidere e pianificare il lavoro. In generale, per l'innesto si utilizza un nuovo germoglio o un ramo. Con il metodo chiamato innesto di gemma, si innesta soltanto un germoglio o una gemma, con quello denominato innesto di punta o a spiga si innestano parti di rami con più gemme. Dell'innesto di rami esistono due varianti: una che prevede l'innesto di rami dello stesso albero, ma essendo una tecnica rischiosa e complicata si applica solitamente alle essenze a foglia caduca, l'altra che prevede l'innesto di rami di un albero diverso. Se invece si innestano rami di un albero mantenuto nel proprio vaso (innesto per approssimazione), l'operazione ha maggiori possibilità di riuscita. È importante ricordare che l’innesto è possibile unicamente tra varietà o specie appartenenti allo stesso genere o famiglia. Esso consiste nel mettere a contatto il cambio dell’albero porta-innesto con l’innesto o marza. Perché l’innesto riesca, non basta porre la spiga o il germoglio nella scanalatura dell’albero: è indispensabile che almeno il 50% dei cambi delle due parti sia perfettamente a contatto. L’esito positivo dell’operazione dipende anche dalla rapidità con la quale si effettuano i tagli e si uniscono le estremità, poiché se le due superfici dovessero asciugarsi, i loro tessuti morirebbero, impedendone, quindi, la saldatura. L’attecchimento dell’innesto avviene nel giro di qualche mese, ma affinché si consolidi bisogna attendere all’incirca un anno. Se durante questo periodo si verifica un rigonfiamento alla base dell’innesto, sarà necessario slegarlo per ripulirlo dalle eccedenze e richiuderlo nuovamente. Trascorso questo lasso di tempo, si potrà iniziare a potare e modellare il nuovo ramo seguendo i soliti procedimenti. Per quanto riguarda i metodi con i quali si effettuano gli innesti, i più utilizzati per i bonsai sono: a scudetto, laterale, di approssimazione.

Innesto di radici
Questa tecnica, applicabile quando si ha una base di radici che presenta solo piccoli difetti, consiste nell’innestare una o più giovani piante nei punti in cui è necessario modificarne l’aspetto. Il procedimento è abbastanza semplice: si riduce nei punti di applicazione lo spessore del tronco; in queste zone si collocano poi le giovani piante, facendo attenzione che aderiscano perfettamente alla scanalatura e che i cambi della pianta madre con quelli di quelle innestate siano in contatto. La piantine possono essere fissate o attraverso l’ausilio di un chiodo, oppure legandole saldamente con della rafia. Se si innesta in primavera o in principio d’autunno, prendendosi cura scrupolosamente dell’albero, si possono già tagliare le pianticelle nell’autunno successivo, sempre che gli innesti siano attecchiti. Per verificare che tutto procede secondo le intenzioni, bisogna osservare l’ingrossamento delle giovani piante, guardando ad esempio se le parti superiori dei chiodi, con cui sono state fissate, appaiono ancora visibili e se lo spazio tra le piantine ed il tronco principale diminuisce. Se quanto auspicato si sta verificando, questo significa che gli innesti hanno attecchito e quindi si può procedere a tagliare le piantine, lasciando 1 o 2 cm al di sopra della parte innestata. La fase successiva è quella di abbassare completamente la corteccia con una sgorbia ben affilata, in modo che si possa vedere la base delle radici nella sua naturalezza. Solo dopo questa operazione, si rimuovono i chiodi e si applica la pasta cicatrizzante.

Innesto a scudetto
Si tratta di un innesto in cui si usa una gemma composta anche da una parte di corteccia circostante a forma di scudo. Si può realizzare da giugno ad agosto, quando è più semplice staccare la corteccia sia dai rami, che dal tronco. Una volta selezionata la zona dell’innesto, si eliminano le foglie presenti nella parte inferiore dell’albero porta-innesto. Nella corteccia si pratica un'incisione a T, prima effettuando un taglio orizzontale, poi uno verticale verso il basso: a questo punto la corteccia andrà rimossa con l’ausilio dell’apposito coltello per innesti. Per prelevare la gemma dal ramo, si esegue un taglio superficiale, lungo all’incirca 10 cm, per la longitudine del ramo ad una profondità di 6 mm, proprio sotto la gemma matura. Si elimina, quindi, la parte legnosa presente sotto la corteccia, e una volta inserita la gemma nell’incisione a T si rifila la parte eccedente. Le due zone vanno poi saldate con della rafia o del nylon, ma avendo l’accortezza di lasciare esposto all’aria il picciolo con la gemma. Dopo circa tre/quattro settimane l’innesto si sarà saldato e pertanto si potrà già togliere la fasciatura. Per applicare però le tecniche di modellatura al nuovo ramo sviluppatosi dalla gemma innestata, è bene attendere ancora un anno, in modo da evitare che ne possa risentire.

Innesto laterale
È sicuramente l'innesto più comune, e consiste nell'inserire un ramo con una o più gemme in una profonda fenditura del tronco. Si applica soprattutto sulle conifere e su esemplari vecchi. Sulle conifere si pratica in inverno o all'inizio della primavera, mentre sulle caducifoglie da giugno a settembre. Il ramoscello da innestare deve avere più o meno un diametro di 2 mm, poiché quelli troppo fini non riescono ad attecchire e quelli eccessivamente grossi provocano la formazione di antiestetici calli cicatriziali. In marzo si sceglieranno i germogli più forti di un ramo, che verranno tagliati ad una lunghezza di 7/10 cm per diventare la spiga dell'innesto. Nell'operazione dell'innesto, ciò che risulta più importante è che le zone di cambio, sia della spiga che dell'albero porta-innesto, siano in contatto. Maggiore è la superficie di contatto, più alta è la probabilità d’attecchimento. Per questo motivo alla spiga verranno praticati due tagli, uno verticale su un lato che lascerà esposto circa 3 cm di cambio, ed uno obliquo sull’altro. Dopo aver preparato la spiga, si appronterà la zona dell’albero da innestare, che dovrà essere precedentemente scelta e segnata, ad esempio con un pennarello. Con un coltello apposito, ben affilato e disinfettato, si praticherà un taglio di 4/5 cm di lunghezza, facendo in modo che sia il più superficiale possibile, ma più profondo nella parte finale. Se le dimensioni dei cambi delle due parti non coincidono, si collocherà la spiga su un lato, accertandosi che almeno il 50% di entrambi venga a contatto. Una volta introdotta la spiga, si legherà l’insieme con un nastro di nylon o della rafia. Per evitare che la spiga si disidrati, si collocherà dello sfagno alla base dell’innesto, avvolgendo completamente la parte (innesto e spiga) con della plastica trasparente, fino a quando l’interscambio di sostanze tra albero e spiga diverrà effettivo. Se tutto funziona regolarmente, e l’innesto è stato praticato tra la fine di marzo e l’inizio di maggio, a giugno sarà possibile rimuovere l’involucro di plastica. Dopo averlo tolto si lascerà crescere la spiga liberamente per almeno un anno, prima di applicare le tecniche di modellatura, avendo l’accortezza di nebulizzare la pianta, nelle giornate molto secche e ventose.

Innesto per approssimazione
L’innesto per approssimazione è facile e di sicura realizzazione, dato che le due piante utilizzate nell’operazione conservano le proprie radici fino a quando la fusione è perfettamente riuscita. Nelle conifere la fusione può richiedere anche un anno, ma per gli alberi a foglia caduca solitamente i tempi sono più brevi. Questo tipo d’innesto si può applicare dall’inizio della primavera fino a metà estate e normalmente si realizza con piante della stessa specie, varietà, dimensione di foglia e rapidità di crescita, in modo che in seguito non sia riscontrabile alcuna differenza tra l'innesto e il porta-innesto. Il procedimento è molto semplice: si comincia scortecciando il ramo che si intende innestare e la zona di tronco su cui verrà inserito. Le due parti devono essere scortecciate più o meno per una superficie di dimensione simile; poi si mettono in contatto le due zone di cambio e si fissano attentamente con della rafia o del nylon in modo che restino perfettamente unite. Una volta saldate, la parte di ramo della pianta accostata non necessaria dovrà essere eliminata. Anche se per le specie a foglia caduca la fusione avviene nel giro di sei mesi, è meglio far trascorrere almeno un anno prima di procedere all’eliminazione dell’innesto. Una variante dell'innesto per approssimazione, è l'innesto attraverso il tronco, che si ottiene facendo passare un ramo vivo appunto attraverso il tronco. Il momento ideale per applicare questa tecnica è la primavera, subito prima del risveglio vegetativo, oppure verso la fine di maggio/inizio di giugno. La maggior parte degli alberi a foglia caduca possono essere innestati con questo sistema ma, poiché occorre far passare un ramo attraverso un piccolo foro praticato nel tronco, è meglio applicarla a specie che formano gemme minute. Per l'innesto si usano i cosiddetti "rami di sacrificio" cioè rami che sono stati lasciati crescere liberamente allo scopo di far ispessire il tronco o correggerne un difetto, ma che non rientrano nel progetto di modellatura dell'albero. Generalmente si tratta di rami in eccesso della parte superiore dell'albero o non necessari; in ogni caso, si utilizzano rami nuovi ossia cresciuti l'anno precedente. L'innesto attraverso il tronco è un sistema facile che permette di ottenere rami nelle zone spoglie del tronco; al fine di aumentare la qualità dell’albero, occorre studiare attentamente la parte di tronco priva di rami e decidere con precisione la posizione dell’innesto. Individuato il punto ideale, si procede praticando un piccolo foro nel tronco con un trapano: la giusta inclinazione del foro viene scelta in base all’angolo di uscita che dovrà assumere il futuro ramo. La base del ramo da innestare viene successivamente avvolta con il filo, in modo che il ramo possa essere guidato verso l'apertura. Con delicatezza lo si inserisce attraverso il foro d’entrata, lasciando protendere da quello di uscita la parte a internodi corti.
Successivamente questo "ramo di sacrificio" verrà eliminato, e quindi è meglio che il taglio rimanga nella parte posteriore dell’albero. La base dell’innesto deve essere scortecciata per circa 1 cm in prossimità del foro di uscita, facendo in modo che gli strati di legno vivo (cambio) dell’innesto e del tronco siano in contatto. Naturalmente occorre utilizzare un coltello ben affilato: se il tessuto vivo è tagliato irregolarmente, l’innesto non attecchisce. Il foro sarà largo abbastanza da permettere al ramo da innestare di passarvi comodamente. Successivamente è necessario infilare un cuneo, fatto con un ramo di scarto, alla base dell’innesto per mettere a contatto i due strati di cambio. Dopo aver fissato saldamente l’innesto con l’ausilio dei cunei, è bene proteggere tutta la zona con il mastice cicatrizzante. Si procede poi a modellare l’innesto che diventerà il nuovo ramo, con un filo sottile; tale operazione può essere effettuata solo in questo momento poiché, quando attecchisce, il ramo si ingrossa, irrigidendosi . Da questo momento in poi, l’unica cosa da fare è quella di evitare qualsiasi movimento del ramo innestato, fino a che non si sarà certi dell’attecchimento. A partire da adesso l’innesto mostrerà una crescita vigorosa, che consentirà la separazione dalla base del ramo che lo riforniva di linfa. La fase di divisione è particolarmente importante: se l’innesto viene operato in primavera, il ramo di sacrificio (che nutre l’innesto) può essere eliminato alla fine della primavera successiva. Se l’innesto appare ben consolidato e cresce vigorosamente, è possibile ridurre i cunei. Quando la base del ramo innestato inizia ad aumentare di spessore, significa che ha attecchito: si procede quindi alla riduzione del cuneo, applicando nuovamente pasta cicatrizzante. Allo stesso tempo si può ridurre il cuneo sul lato opposto del tronco e, successivamente, in base al vigore di crescita che il ramo mostra, eliminare il ramo di sacrificio dalla base.

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