Passione Bonsai Ivrea

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pinzatura

Notizie generali
L’obiettivo della pinzatura è quello di correggere la forma di un albero, aumentandone la ramificazione, quindi modellarlo. Un bonsai viene modellato costantemente durante tutta la sua vita. La potatura di creazione è la prima tecnica di modellatura che viene applicata ad un albero che si desidera trasformare in un bonsai.  In seguito si utilizzano altri metodi: l’avvolgimento con il filo e la potatura invernale che permettono di correggere la crescita dei rami, e la pinzatura che aiuta ad aumentare la ramificazione e la densità dei rami e allo stesso tempo limita o accelera la crescita, a seconda dell’applicazione. Per cui, pinzando periodicamente i rami, si otterrà la limitazione e l’equilibrazione del vigore di crescita, l’intensificazione della densità e la riduzione delle dimensioni della foglia o dell’ago. La pinzatura si effettua durante il periodo di crescita dell’albero, dalla primavera al principio dell’autunno, e per questo motivo viene anche chiamata potatura verde. Se questa tecnica non fosse applicata, le sostanze nutritive verrebbero completamente assorbite dagli apici in crescita e pertanto germogli e gemme laterali sarebbero penalizzati, tanto che si verificherebbe l’ispessimento e l’allungamento degli apici e la conseguente riduzione della ramificazione, accompagnata da indebolimento delle gemme e dei nuovi germogli. La pinzatura, invece, consente il controllo della quantità di sostanze nutritive assunte dall’albero, permettendo una distribuzione più equilibrata del nutrimento a vantaggio dei germogli laterali o deboli. Quando un germoglio viene pinzato, la sua nuova crescita forma un angolo retto con la vecchia e quindi conferisce al ramo una diversa direzione. L’anno successivo, quando verrà nuovamente pinzato, si favorirà la direzione in senso contrario alla precedente. I rami, così trattati, cresceranno secondo un tracciato di curve continue, a destra e a sinistra, che porterà l’albero ad assumere un aspetto maturo e nodoso tipico degli esemplari vetusti. In generale, nelle conifere la pinzatura permette una produzione più fitta di aghi su tutta la lunghezza del ramo, favorendo allo stesso tempo la formazione di più gemme apicali. Una porzione delle candele nuove va cimata sia sui rami lunghi, sia su quelli corti per prevenire l’eccessivo allungamento.  Il procedimento è molto semplice: si afferra con due dita la candela tra la metà e il terzo superiore, staccando questa parte con un delicato movimento di torsione. Lavorando con le dita, anziché con le forbici, si evita di lasciare segni visibili sull’albero. Sulle foglie caduche si pinza,  generalmente, lasciando una o due gemme alla base del ramo: questo procedimento favorirà lo sviluppo di una ramificazione sottile.

La pinzatura specie per specie
Leggendo questo capitolo, si potrà notare come la parola pinzatura risulti limitata quando si tratta di descrivere le differenti operazioni di pinzatura dei germogli e dei rami fini. In Giappone, infatti, le varie applicazioni di questa tecnica ricevono nomi diversi. Per cui, allo scopo di essere più precisi, per ogni operazione descritta nelle schede monografiche, si è preferito adottare la nomenclatura giapponese relativa al tipo di lavoro da effettuare, di cui, qui di seguito, riportiamo il significato.

Midoritsumi
Rompere le candele del Pino con la punta delle dita. L'obiettivo è quello di equilibrare la forza dei rami.

Mekaki
Selezione dei germogli.

Mekiri
Tagliare con le forbici i germogli nuovi dei Pini, nel momento in cui risultano aperti completamente i nuovi aghi. L'obiettivo nelle piante già formate è quello di ottenere una seconda vegetazione con aghi più corti. Tuttavia viene utilizzata anche sugli alberi in formazione, per favorire la produzione di germogli nelle zone interne dei rami.

Metsumi
Spezzare i germogli teneri con la punta delle dita. L'obiettivo è quello di favorire la crescita dei germogli deboli, con il risultato di aumentare il numero dei rami ed equilibrare il vigore dei germogli.

Shinmekiri
Tagliare con le forbici solo parzialmente i germogli dei Pini, quando gli aghi si sono consolidati. Gli obiettivi sono gli stessi della mekiri, però si applica sui Pini a vegetazione debole, che non sviluppando una seconda vegetazione nello stesso anno, non si indeboliscono eccessivamente.

Sfoltimento dei rami
Dopo aver scelto i rami principali, si procede allo sfoltimento di quelli secondari, ossia quelli che si diramano dai primari, in modo da permettere che tutti i germogli ricevano la luce. La struttura dei rami che consente la penetrazione della luce si ottiene regolando il profilo, l’ampiezza, la lunghezza e la direzione di crescita dei rami secondari e terziari. Per questo il profilo ideale dell’albero è triangolare: rami bassi più lunghi di quelli apicali. Allo scopo di ottenere questo risultato, la prima operazione consiste nell’accorciare i rami primari, in modo che seguano il profilo triangolare, ma con una raccomandazione: si può e si deve essere un po’ flessibili affinché l’aspetto sia naturale. Osservando ciascun ramo dall’alto, deve presentare un profilo triangolare, quindi, dovranno essere più lunghi i ramoscelli della base che quelli della punta. In questo modo, oltre ad ottenere una bella silhouette, si compensa la predominanza di crescita apicale. Si passerà poi ad eliminare i ramoscelli che si sviluppano dal ramo principale direttamente verso l’alto o verso il basso.

Strumenti
Per effettuare il lavoro di pinzatura si utilizzano due strumenti: le dita delle mani e le apposite pinzette che permettono agevolmente di strappare anche i germogli più piccoli.
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