Passione Bonsai Ivrea

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Seme

Metodi di ottenimento
Notizie generali
Nonostante comporti tempi molto lunghi, il metodo è certamente entusiasmante poiché permette di poter seguire la crescita di un albero dalla nascita. Certo non esistono semi specifici per bonsai, ma prima di scegliere una specie da seminare, piuttosto che un’altra, è necessario verificare che si presti a questo tipo di coltivazione. Saranno da privilegiare essenze come Aceri, Faggi, Olmi, Ficus, Pini e Ginepri; ma attenzione, i tempi di germogliazione per i sempreverdi sono leggermente più lunghi. Procurarsi dei semi è abbastanza semplice: si possono raccogliere direttamente dagli alberi durante la stagione vegetativa, oppure acquistarli nei punti vendita di fiducia. È consigliabile effettuare una selezione preventiva dei semi da usare: quelli piccoli e deboli andranno scartati, i medi si terranno di riserva in un luogo fresco e asciutto, i più grandi e arrotondati verranno utilizzati.

Semina
Per aiutare la germinazione e l’attecchimento di una nuova pianta, i semi, prima di essere piantati, andranno tenuti a bagno per ventiquattr’ore: solo quelli fertili assorbiranno l’acqua e si depositeranno sul fondo, pertanto quelli che rimarranno in superficie andranno scartati. Ovviamente è sempre meglio seminare un numero elevato di semi: più semi verranno piantati, maggiore sarà la possibilità di germogliazione di alcuni di essi. Il semenzaio deve essere ampio e profondo all’incirca 10 cm (si può utilizzare, ad esempio, un vaso di terracotta oppure una cassetta di polistirolo), munito di fori di scolo. Per il composto, che deve essere poroso, aerato, capace di conservare l’umidità, si può utilizzare un 50% di terriccio e un 50% di sabbia di torrente, mentre allo scopo di garantire un buon drenaggio andrà collocato sul fondo del lapillo vulcanico. Il semenzaio si riempie con il composto, che va livellato leggermente, in modo che non restino vuoti d’aria, parificando la superficie con una tavoletta. Prima di seminare, si bagna a fondo il semenzaio affinché il terreno si stabilizzi, ma per far sì che quest'ultimo risulti sterile, si dovrà aggiungere un buon prodotto fungicida all’acqua. Con l’ausilio di un bastoncino si effettueranno dei fori nel substrato, che accoglieranno i semi. Per ogni foro andrà posizionato un solo seme con la punta rivolta verso l’alto, ad una profondità uguale al doppio del suo diametro e ad una distanza di 2 cm.

Cura dopo la semina
Si innaffia abbondantemente con un annaffiatoio a rosa molto fine, e si pone il semenzaio in un luogo riparato dal vento e lontano dai raggi solari diretti. A questo punto il semenzaio va coperto con una lastra di vetro in modo che mantenga calore e umidità e si inneschi un meccanismo di condensazione. L’acqua rimane un fattore fondamentale per i processi vitali che inducono alla germinazione, per cui il semenzaio non dovrà mai asciugarsi completamente sino a germinazione avvenuta. Un altro fattore importante è la temperatura: quanto più calda sarà l’atmosfera, tanto più il seme sarà sollecitato alla germinazione, ecco perché è preferibile seminare in primavera. Trascorsi quindici-venti giorni dalla semina, si vedranno germogliare le prime piantine, mentre tre-quattro settimane più tardi la maggior parte di esse inizierà ad aprire le foglie. I semi germogliati potranno venire abituati al sole poco a poco.

Stratificazione
Un problema che si può presentare utilizzando semi di alberi e arbusti, è quello relativo all’inibizione biochimica dello sviluppo dell’embrione. A questo inconveniente si può ovviare però, esponendo i semi a basse temperature; ecco perché, generalmente, sia i semi raccolti, sia i semi acquistati, prima dell’utilizzo devono essere stratificati. Si tratta di un procedimento che comprende due fasi: assorbimento di acqua da parte del seme ed esposizione al freddo per un certo periodo. Inizialmente i semi vanno immersi in acqua calda ad una temperatura tra i 40° e i 50° C che andrà poi lasciata raffreddare, mantenendo il recipiente coperto, per 24/48 ore. Dopo questa operazione i semi vanno collocati in una busta chiusa contenente sabbia o torba umida, che una volta sigillata andrà conservata per alcuni mesi in frigorifero e per un periodo di tempo che varierà a seconda della specie. Una volta alla settimana, la busta andrà rigirata per impedire il formarsi di una massa compatta e mantenere una buona aerazione attorno ai semi. I semi così mantenuti verranno piantati a fine febbraio/inizio marzo, facendo attenzione che il semenzaio non venga esposto a forti gelate tardive.

Cura dopo la semina
Si innaffia abbondantemente con un annaffiatoio a rosa molto fine, e si pone il semenzaio in un luogo riparato dal vento e lontano dai raggi solari diretti. A questo punto il semenzaio va coperto con una lastra di vetro in modo che mantenga calore e umidità e si inneschi un meccanismo di condensazione. L’acqua rimane un fattore fondamentale per i processi vitali che inducono alla germinazione, per cui il semenzaio non dovrà mai asciugarsi completamente sino a germinazione avvenuta. Un altro fattore importante è la temperatura: quanto più calda sarà l’atmosfera, tanto più il seme sarà sollecitato alla germinazione, ecco perché è preferibile seminare in primavera. Trascorsi quindici-venti giorni dalla semina, si vedranno germogliare le prime piantine, mentre tre-quattro settimane più tardi la maggior parte di esse inizierà ad aprire le foglie. I semi germogliati potranno venire abituati al sole poco a poco.


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