Passione Bonsai Ivrea

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Talea

Metodi di ottenimento
Notizie generali
La talea è senz'altro il metodo di riproduzione vegetativa più comunemente usato e non solo nell'arte bonsai. Esso si basa sulla capacità dei vegetali di produrre radici anche su una porzione separata dalla pianta madre. Molti sono i vantaggi offerti dalla riproduzione da talea: la facilità del sistema, il costo praticamente nullo e la sicurezza nella fedele riproduzione delle caratteristiche botaniche della pianta madre. La maggior parte delle specie, inoltre, può essere riprodotta con questo sistema. Diversi sono i tipi di talea; essi variano in funzione della parte di pianta madre prelevata: da foglia, da radice e da fusto. In arte bonsai, oltre alle talee di radici, le più usate sono quelle da fusto che si dividono in tre categorie: talea di germoglio o verde, talea semi-legnosa, talea legnosa. L’unica difficoltà nella talea da fusto scaturisce dal fatto che deve sopravvivere separata dalla pianta madre da quando inizia a formare le radici fino al momento in cui si stabilizza come nuova pianta. Proprio perché la talea da fusto non è sostentata dalla pianta madre, è necessario provvedervi, assicurandole un ambiente per la riproduzione che non solo aiuti a incrementare lo sviluppo delle sue radici, ma riesca a mantenerla in vita fino a che non diventerà autosufficiente. Il procedimento si avvale della capacità che ha un fusto provvisto di gemme, prelevato da una pianta madre, di produrre prima radici e poi foglie.  La sua riuscita dipende soprattutto dal materiale di partenza, quindi è necessario che la pianta madre sia sana e robusta. Ogni fusto prelevato deve presentare almeno una gemma dormiente (idealmente due internodi) ed una lunghezza che varia da 7/8 cm, per specie con internodi corti, a 20/25 cm, per specie con internodi lunghi. Una particolare attenzione va riposta al letto di radicazione (un vaso di terracotta, oppure una cassetta di polistirolo) il quale deve garantire un buon drenaggio per evitare la formazione di funghi o marcescenza radicale, un ottimo accorgimento è quello di irrorare settimanalmente il letto con fungicida, in modo da prevenire qualsiasi attacco. Riponendo molta attenzione, è anche possibile avvolgere il fusto con il filo di alluminio ramato, conferendo già una prima impronta alla forma del futuro bonsai. È consigliabile non esporre le talee al sole diretto fino a quando la nuova vegetazione inizierà a germogliare, momento in cui sarà necessario fornirgli la maggior quantità possibile di luce per evitare internodi lunghi e foglie grandi. Al fine di garantire una certa umidità alle talee, è bene vaporizzarle spesso sulle foglie. Un accorgimento per ottenere del buon materiale di partenza per futuri bonsai, consiste nel selezionare le talee al primo trapianto: quelle che presentano radici solo su un lato o non propriamente a raggiera è meglio eliminarle.

Talea di radice
Se si decide di utilizzare come metodo di riproduzione la talea di radice, è bene sapere fino a che punto la stagione influisce sulla potenzialità delle talee di generare germogli e steli. Nonostante la riproduzione da talea di radice abbia buon esito durante l’intera fase di riposo della pianta, è consigliabile metterla in pratica verso la metà di tale periodo. La lunghezza della talea deve essere almeno di 9/10 cm, poiché è necessario che sopravviva per circa sedici settimane. Per accelerare la rigenerazione della talea è utile, se si ha la possibilità, collocarla all’interno di una serra fredda; la lunghezza in questo caso può essere ridotta a 5 cm circa. I tempi si ridurranno, posizionando la talea in una cassetta di moltiplicazione o in serra calda, dove la temperatura varia dai 18 ai 24° C; in queste condizioni saranno sufficienti quattro settimane per la rigenerazione e 2,5/3 cm al massimo di lunghezza. Utilizzando questo metodo, è necessario capire la “polarità” della talea, ossia riconoscerne la cima ed il fondo, così da poterla piantare nel modo corretto. Al fine di individuare la cima (sopra), si separa la talea dalla radice della pianta madre con un taglio ad angolo retto rispetto alla radice; mentre dalla parte opposta (sotto), ossia verso il basso della radice, se ne elimina un pezzetto sottile, effettuando un taglio obliquo: in questo modo non vi saranno più dubbi e si annulleranno le possibilità di errore. Dal momento in cui viene piantata, la talea viene quasi completamente circondata dal composto, quindi è possibile che si trovi spesso satura d’acqua e di conseguenza facilmente sottoposta ad attacchi fungini: occorre proteggerla, ricoprendola con un velo di polvere fungicida. Per questa operazione, si inseriscono le talee in un sacchetto di politene, in cui si aggiunge una polvere fungicida; si chiude poi il sacchetto, facendolo gonfiare e lo si scuote. Quando le talee risulteranno ricoperte con un velo di polvere, possono essere considerate pronte per la piantumazione. Il composto in cui saranno piantate dovrà sostenerle, non lasciarle asciugare, consentirle un’adeguata aerazione e, una volta cominciata la rigenerazione, garantirle i nutrimenti di base. A tale fine, il miscuglio sarà costituito da 50% di sabbia di fiume e 50% di terriccio universale. La dimensione del vaso ideale per il trapianto dovrà essere adeguata al numero di talee da riprodurre, tenendo presente che lo spazio tra ognuna deve essere di 3/4 cm. Per l’operazione di trapianto si procede in questo modo: con un bastoncino si effettua un foro nel composto, dove s'inserisce la talea con la cima al livello del terriccio, attorno alla quale verrà disposto con cura dello sfagno. Da questo momento in poi si dovrà annaffiare il meno possibile, poiché il composto dovrà rimanere ben aerato, così da stimolare lo sviluppo della gemma. Già a partire dal mese di giugno si dovrebbe verificare una prima vegetazione delle talee, nella polarità alta. È bene lasciarle crescere per un anno intero senza toccarle, poi verso marzo-aprile dell’anno successivo sarà possibile toglierle dal semenzaio, collocarle nel vaso di coltivazione ed operargli la prima potatura. Si trapianta all’incirca ogni due anni, a seconda della misura. Dopo
cinque o sei anni sarà possibile porle in vaso bonsai.

Talea di germoglio o verde
Si utilizza soprattutto per la riproduzione di piccoli arbusti o erbacee perenni o semi-perenni. Si parla di talea di germoglio, quando il materiale prelevato dalla pianta madre non ha ancora iniziato il procedimento di lignificazione (fine primavera). La lunghezza della talea varia da 7 a 12 cm, ed è necessario che presenti almeno due internodi. Le foglie presenti sulla parte da interrare (circa metà dell'altezza totale) vanno eliminate. Prima che venga piantata, è consigliabile immergere la base in una soluzione fungicida in modo da proteggerla da possibile marcescenza. Le talee vanno collocate molto vicine, ma senza essere a diretto contatto, in modo da favorire il mantenimento dell'umidità, interrandole fino al limite delle foglie. È preferibile piantare le talee man mano che vengono tagliate, poiché, quanto più la superficie del taglio rimarrà esposta all'aria, maggiore sarà il pericolo di disidratazione; per cui, se le talee da predisporre sono molte, è meglio immergerle in acqua in attesa di piantarle. Come composto per il radicamento si può utilizzare 50% di akadama e 50% di sabbia di fiume; sul fondo del recipiente è consigliabile porre uno strato di lapillo vulcanico o pozzolana per garantire un buon drenaggio. Allo scopo di agevolare la piantumazione e per evitare di danneggiare la base delle talee è consigliabile praticare dei fori nei quali verranno messe a dimora le talee. Dopo la piantumazione si bagna dall'alto, utilizzando un annaffiatoio munito di soffione a maglia molto fine. Il calore del terreno è fondamentale in questa pratica e il tasso di produzione delle radici dipende proprio dalla temperatura che circonda la base della talea; la temperatura ideale per la maggior parte delle specie varia dai 23° ai 27° C con una temperatura ambientale sui 21° C. Se non si dispone dell’apposito bancale da riproduzione, chiamato "bancale mix", per scaldare la base delle radici, una soluzione è quella di interrare fino a metà il vaso contenente le talee in un recipiente più ampio, dove sia stata predisposta della torba, o in piena terra, lasciando la parte superiore del vaso e delle talee esposte all'aria, ma a mezz’ombra e riparate dal vento. Il segreto del radicamento, oltre che nelle cure già indicate, sta nelle continue nebulizzazioni. Generalmente le talee nel giro di quattro - cinque settimane emettono le radici; bisognerà però aspettare che si irrobustiscano e si consolidino, disabituandosi gradatamente all'ambiente controllato, per poterle rinvasare in vasi singoli di coltivazione.

Talea semi-legnosa
Alla fine dell’estate, la crescita dell'albero rallenta e i fusti delle piante si induriscono. Le talee prelevate in questo periodo, alle quali va eliminata la cima troppo tenera e la base ormai lignificata, vengono chiamate semi-legnose o agostate e, essendo più grosse e più dure di quelle di legno tenero, hanno maggiori possibilità di sopravvivenza.   Sono adatte soprattutto per la riproduzione di specie come il Rhododendron, il Cotoneaster, il Pyracantha, il Jasminum, l'Euonymus, l'Olea e il Ficus. Si prelevano con una lunghezza che varia dai 7 a 15 cm e si piantano come le talee di germoglio, eliminando cioè le foglie presenti nella metà inferiore, che andrà successivamente interrata. È buona norma, inoltre, per evitare un’eccessiva traspirazione, ridurre la dimensione delle foglie rimaste, soprattutto nelle specie a foglia larga.  Alle talee semi-legnose, prima della piantumazione, va praticato un taglio a smusso o a doppio smusso. Esse vanno piantate più o meno inclinate a seconda del taglio, ma in modo che la zona del cambio rimanga sempre in posizione orizzontale. Per favorire la cicatrizzazione della ferita, è consigliabile trattare la superficie del taglio con ormoni fitoradicanti e fungicida prima della piantumazione, che va effettuata in un terreno composto da 50% di akadama e 50% di sabbia di fiume; al fine di favorire il drenaggio, sul fondo è bene collocare del lapillo vulcanico o della ghiaia. Le talee andranno piantate ad una profondità che varia dai 2 ai 10 cm a secondo dell’internodo, ma a distanza di 8/10 cm l'una dall'altra. Dopo averle piantate andranno bagnate a fondo con un annaffiatoio provvisto di un soffione fine. Anche per questo tipo di talee, il radicamento verrà favorito dal calore del suolo, per cui sarà importante garantire una temperatura sui 23/27 gradi attorno alla base, ad esempio inserendo, sino a metà della propria altezza, il vaso con le talee in un recipiente più ampio contenente della torba. Periodicamente, all’incirca ogni quindici giorni, il lettorino dovrà essere irrorato con una soluzione fungicida e insetticida. Durante l'inverno, occorre proteggere il lettorino dalle gelate e pertanto andrà collocato in un luogo riparato. L'anno successivo, in autunno, le talee potranno essere estratte dal lettorino e piantate in vasi singoli di coltivazione.

Talea legnosa
Questo tipo di talea è più lenta ad emettere radici, rispetto a quella di germoglio o semi-legnosa, però è meno soggetta a malattie. È il sistema più usato per Punica granatum, conifere e sempreverdi in genere, Olea, Ligustrum e Salix. La talea legnosa è sicuramente il metodo di riproduzione più utilizzato nell'arte bonsai poiché, presentando già un tronco con un certo spessore, il tempo di coltivazione necessario per ottenere una pianta interessante è decisamente minore rispetto agli altri sistemi adottabili.  Le talee si possono prelevare dalla pianta madre in autunno o alla fine dell'inverno, quando la legna, essendo matura, ha già accumulato delle riserve sufficienti al suo sostentamento: si tratta di legna di uno o al massimo due anni. La lunghezza e il diametro delle talee variano rispettivamente da 15 a 45 cm e da 0,5 fino a 5 cm eccezionalmente. Il taglio inferiore dovrà essere praticato appena sotto la gemma, quello superiore appena sopra, avendo l'accortezza di lasciare sul fusto almeno due gemme. I tagli che possono essere effettuati alla base sono di diversi tipi; il più comune è quello a smusso: in questo caso la talea va piantata inclinata; con il taglio a doppio smusso, invece, la piantumazione della talea avviene dritta. Si può praticare anche il taglio a tallone, dove viene conservata alla base una lingua di legna secca. Le talee prima di essere piantate in un terreno composto da 50% di akadama e 50% di sabbia di fiume, è meglio che vengano trattate alla base con ormoni fitoradicanti. Essendo prive di foglie, le talee di legno duro perderanno umidità, per via dell'evaporazione, dalla loro superficie. Per ovviare a questo inconveniente, è bene esporre sopra al livello del terreno solo una minima porzione di talea, ma in modo che almeno tre gemme riescano a svilupparsi. Una volta piantate ad una distanza di almeno 10 cm le une dalle altre, andranno bagnate utilizzando un annaffiatoio con soffione a maglia fine. Periodicamente il letto di radicazione andrà irrorato con una soluzione fungicida. Inizialmente la talea produrrà radici oltre che dalla base, anche lungo il fusto: gradualmente, quelle presenti sul fusto scompariranno e rimarranno solo quelle alla base. Nell’autunno successivo al radicamento, le talee che avranno prodotto radici a sufficienza, potranno venire estratte per essere piantate in vasi di coltivazione. Le talee di conifere tardano molto a radicare e quindi sarà necessario dotarle di un sistema umidificante, ponendo ad esempio della sabbia alla base del foro che accoglie la talea: questo semplice accorgimento favorirà una crescita più rapida delle radici.
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