Passione Bonsai Ivrea

Vai ai contenuti

trapianto

Notizie generali
Esistono molte ragioni per le quali è importante trapiantare un bonsai, ragioni che dipendono dalla sua stessa definizione: albero in vaso. Se si lascia crescere un albero per troppo tempo nello stesso vaso senza toccarlo, in pochi anni le radici saranno cresciute tanto da riempire totalmente il contenitore, impedendo il passaggio di acqua e aria. Senza questi elementi, le radici non possono assorbire il nutrimento di cui necessitano, causando l’inevitabile morte della pianta. Prima di arrivare a questa irrimediabile fase, è possibile che si verifichi del marciume radicale, provocato dalla mancanza di ossigeno nel substrato. Le radici invecchiando si ingrossano tanto che il contenitore non sarà più l’ambiente adeguato per lo sviluppo della pianta, mentre i grani del terreno si riducono di spessore fino a diventare polvere: questo significa che il substrato sta perdendo la sua capacità di trattenere acqua, aria e nutrimento. Il trapianto e la potatura dell’apparato radicale hanno proprio la funzione di rinnovare il terriccio e ringiovanire le radici. Poiché le radici vivono sotto terra, l’unica occasione per verificare il loro stato di salute è il trapianto. Tuttavia è facile immaginarne la crescita osservando la chioma dell’albero, poiché radici e chioma sono strettamente correlati, tanto da poter affermare che la chioma è lo specchio delle radici. Se la chioma è poco ramificata, senza dubbio il ceppo sarà costituito da poche radici grosse; se, al contrario, è molto ramificata le radici saranno abbondanti e sottili. Solitamente i rami grossi crescono sul lato dell’albero che corrisponde alla parte interrata caratterizzata da radici spesse. Se le foglie dell’albero si seccano e la crescita è sempre più stentata, sta succedendo qualcosa all’apparato radicale: o il terreno non è più in grado di trattenere acqua e nutrimenti, oppure stanno marcendo le radici perché troppo bagnate.

Quando è urgente
Fino a questo momento abbiamo parlato delle ragioni per le quali il trapianto è utile al miglioramento estetico delle radici. Tuttavia questa operazione ha altri obiettivi, importanti quanto il precedente, e uno di questi è mantenere sano l’albero. Come già detto, la chioma è lo specchio delle radici e il sintomo inequivocabile che il trapianto è necessario sarà lo stato di debolezza della pianta, manifestato dalle foglie e dalle gemme. Il primo allarme viene dall’annaffiatura: - osservando attentamente l’albero al momento di bagnarlo si nota che l’acqua drena troppo velocemente senza arrivare al centro del ceppo; - l’acqua ristagna in superficie tardando più del solito ad essere assorbita; - l’acqua fuoriesce dal bordo del vaso senza bagnare il terreno; - dopo l’annaffiatura, schiacciando tra due dita il terreno superficiale, rimane impastato. Se uno di questi sintomi dovesse verificarsi, il substrato non è più adeguato. Bisogna togliere la pianta dal vaso, eliminare tutta la terra e piantarla di nuovo, usando un substrato adeguato. Esistono altri indizi per cui si rende necessario il trapianto: - il ceppo si alza oltre il bordo del vaso; - anche annaffiando molto, il terriccio sembra rimanere sempre secco; - il bonsai presenta chiari sintomi di marciume alle radici; - un eccesso di concime evidenziato dalle foglie secche dell’albero; - perdita dei rametti interni e in alcuni casi di grossi rami primari.
Marciume radicale Le cause di questo fenomeno sono l’eccesso d'acqua o l’invecchiamento del terreno che impedisce la circolazione dell’ossigeno nel ceppo di radici. È un problema grave che può essere fatale per la pianta se non si rimedia in tempo. Il sintomo che si riscontra in questo caso è che nonostante non ci siano malattie in corso, le foglie si presentano deboli, di colore giallo e con le punte nere.
Vaso colmo di radici Le cause sono: troppo tempo senza rinvaso; rinvaso effettuato senza tagliare abbastanza radici; non aver cambiato la terra all’ultimo rinvaso. Si evidenzia quando: l’acqua non drena bene; il terreno non si asciuga o tarda ad assorbire l’acqua; si seccano rami e foglie.

Quando trapiantare
La necessità e la frequenza del trapianto dipendono molto dalla specie che si sta trattando.  Normalmente le radici delle specie a foglia caduca si sviluppano più rapidamente di quelle a foglia persistente. Gli alberi giovani crescono molto più velocemente di quelli maturi, per questo motivo avranno bisogno di trapianti più frequenti. Certamente anche il clima nel quale vivono è un fattore che influenza la crescita e, di conseguenza, anche la necessità del trapianto. La frequenza di questa operazione può anche essere prevista e modificata in base al piano di rimodellatura del bonsai. Se si desidera una crescita rapida, il trapianto sarà meno frequente; se si intende ottenere una ramificazione sottile, si trapianterà ogni anno. Tuttavia ci sono momenti in cui il trapianto è indispensabile, ad esempio quando le radici fuoriescono dal foro di drenaggio ed il substrato non drena. Il periodo migliore per trapiantare le caducifoglie è quando le gemme iniziano a gonfiarsi, generalmente all’inizio della primavera; per le conifere e le sempreverdi a foglia larga, la primavera inoltrata. È sconsigliabile invece trapiantare in autunno, poiché le piante vanno incontro ad un periodo di stasi vegetativa che non permetterà di chiudere le ferite, causate dal taglio delle radici, sino alla primavera successiva. Per questo motivo, le piante rinvasate in autunno soffriranno maggiormente il freddo, tanto da poterne essere compromesse. Se fosse indispensabile praticare questo tipo di intervento nei mesi che precedono l’inverno, è opportuno, dopo l’operazione, collocare l’albero in serra fredda. Se è necessario un trapianto forzato, è meglio effettuarlo durante i periodi più caldi, quando la pianta si trova in stasi vegetativa, applicando al limite una parziale defogliazione per diminuire la traspirazione delle foglie. Va ricordato inoltre, che rinvasando i bonsai da fiore, si compromette la fioritura dell’anno.

Il primo trapianto
Quando si raccoglie una pianta in natura o la si acquista in vivaio, bisogna trasformare il suo ceppo, abituato a produrre radici lunghe e grosse, in una massa compatta di radici fini. Si può, quindi, affermare che la prima potatura di radici sia la più importante. Durante il primo trapianto si accorciano molto le radici grosse, spuntando invece quelle sottili in modo da rinnovare il loro potere di assorbimento. Eliminando parecchie radici grosse diminuisce la capacità di assorbimento dell'albero per cui è necessario, allo stesso tempo, potare anche l'apparato aereo per riequilibrare la traspirazione. Una regola importante è quella di rispettare sempre un’adeguata proporzione fra rami e radici: un ceppo equilibrato faciliterà la crescita di una bella chioma.

Come trapiantare
Togliere lo strato superficiale di terra Eliminare il primo strato di terriccio serve a controllare le condizioni di salute delle radici in superficie. Se l’albero è ancora giovane, proveniente da talea o da seme, bisogna controllare ad ogni trapianto che mantenga sempre un buon apparato radicale, per fare in modo che non insorgano problemi in futuro. Se si tratta di una pianta da vivaio o raccolta in natura è meglio sistemare le radici superficiali finché sono giovani e flessibili. Il primo passo per ottenere un buon nebari (base di radici) è tagliare il fittone e tutte le radici forti che crescono verso il basso, al momento del rinvaso, dopo l’acquisto o la raccolta. Molti commettono l’errore di togliere il terriccio solo dai lati e dalla parte inferiore della zolla, senza controllare se in superficie esiste già un buon nebari. Rimuovere la terra intorno al tronco in superficie è il primo lavoro da effettuare quando si toglie un albero dal vaso. Questa operazione serve anche per eliminare i residui di concime, calcare o disinfettanti che col tempo si depositano sul terriccio.  In questa fase bisogna anche rimuovere il muschio cresciuto sul tronco e sulle radici, altrimenti col tempo si espanderebbe sulla corteccia rovinando l’aspetto vetusto del tronco. Per questa operazione si utilizza un bastoncino di bambù. Non bisogna mai usare un attrezzo metallico poiché potrebbe danneggiare la corteccia. Il movimento corretto è dall’interno verso l’esterno, ossia dal tronco verso il bordo del vaso.

Districare il ceppo di radici
Districare il ceppo di radici è piuttosto facile; occorre agire con attenzione e non con forza. È assolutamente sbagliato tagliare le radici prima di averle districate! Come prima operazione si comincia a togliere il terriccio dalla parte inferiore del ceppo; colpendo la zolla, il terriccio si sfalderà senza difficoltà sempre che sia leggermente asciutto. Non è consigliabile districare le radici con il rastrellino, a meno che siano talmente compatte da non poter intervenire con altri sistemi; nel caso fosse necessario, non si procede come con il bastoncino inserendolo ed estraendolo varie volte, ma infilando i denti nella terra, tirando con delicatezza, fino a quando le radici non saranno libere. Si eviti di tirare verso il basso cercando di aprire il ceppo. È molto importante seguire questi consigli, perché le radici si potrebbero danneggiare e purtroppo, non potendole vedere, ci si accorgerebbe solo quando la pianta comincerebbe a soffrire nei punti corrispondenti alle radici ferite.

Scelta del vaso
Esistono infinite forme di vasi per bonsai. Il motivo è semplice: ogni bonsai è unico, così come lo è un quadro per il quale esistono tante cornici diverse per materiale, colore, forma e misure. Per l’utilizzo con i bonsai bisogna per prima cosa osservarne il materiale. Se l’albero è ancora in formazione, il vaso di terracotta è il migliore da utilizzare grazie alla sua porosità, che consente l’eliminazione dell’acqua in eccesso. Quelli fabbricati in grès sono molto resistenti e quindi hanno una lunga durata. Tuttavia non sono porosi, quindi i fori di drenaggio devono essere grossi e ben posizionati. Le misure del vaso dipendono dal volume di radici che ogni albero possiede in base alla specie ed alle dimensioni. Gli alberi da frutto e le specie a crescita rapida hanno bisogno, di solito, di vasi più profondi. La larghezza del vaso si sceglie in proporzione alla dimensione dell’esemplare; la maggior parte degli alberi stanno bene in vasi che misurano circa 2/3 o 3/4 dell’altezza o della larghezza della pianta. La scelta della forma del vaso è abbastanza personale, anche se esistono forme specifiche per gli stili classici dei bonsai. È bene tener presente comunque che l’albero è l’elemento più importante e il vaso ne è solo un complemento, anche se fondamentale. Non si usano, quindi, vasi troppo colorati o con colori eccessivamente brillanti, ma si preferiscono in tinta unita e opachi. È importantissimo, inoltre, prima di trapiantare un albero in un vaso, fissare le retine sui fori di drenaggio, in modo da evitare che il terriccio fuoriesca durante l'annaffiatura.




Torna ai contenuti